VI SCRIVO LA MIA
Alia ha protetto i suoi libri. Non dalla polvere. Non dalla luce diretta del sole. Non da mani maldestre... Li ha protetti da una guerra. Alia non è una super eroina e nemmeno un pezzo grosso. Alia è una donna, sicuramente con i suoi difetti e i suoi pregi, che non ho mai incontrato, in vita mia. Io non la conosco, magari la troverei antipatica!
Alia, però, ha fatto una scelta ed è per quella scelta, che scrivo di lei.
Le due edizioni italiane che conosco non sono più facilissime da reperire, ma perchè non tentare? La prima, Mondadori, contiene delle illustrazioni splendide! La seconda, Sperling & Kupfer, è in versione fumetto. Fatemi sapere.
(Alia, la bibliotecaria di Bassora, Jeannette Winter, Mondadori, collana Leggere le figure 2006, € 10,00- ISBN: 8804552441)
(La bibliotecaria di Bassora, Stamaty Mark A., Sperling & Kupfer, collana Diritti & rovesci 2005, € 12.00- ISBN: 882003915X)
IL CONTENUTO
La storia di una donna "speciale", Alia Muhammad Baker, che per quattordici anni è stata responsabile della Biblioteca Centrale di Bassora, in Iraq, trasformandola in un punto d'incontro per tutti gli amanti dei libri. Quando la guerra è arrivata anche nella sua città, nell'aprile 2003, Alia, insieme ad amici e volontari, è riuscita a salvare dalle fiamme e dai bombardamenti migliaia di volumi, nascondendoli nelle case. Una vera storia di solidarietà, scritta e illustrata da Jeannette Winter.Titolo: La bibliotecaria di Bassora
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lunedì 2 febbraio 2009
JEANNETTE WINTER/ MARK A. STAMATY, ALIA, LA BIBLIOTECARIA DI BASSORA
lunedì 26 gennaio 2009
BRUNO MUNARI
VI SCRIVO LA MIA
Leggete tutto quello che vi capita a tiro, di questo grande artista. C'è poco da dire. Forse solo un incoraggiamento: sacrificatela anche voi, una forchetta del vostro servizio di posate, così, giusto per provare.
LA VITA
Bruno Munari (Milano, 24 ottobre 1907 – Milano, 30 settembre 1998) è stato un artista e designer italiano.
È stato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, design industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco. Bruno Munari è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano. Assieme allo spaziale Lucio Fontana, Bruno Munari il perfettissimo (fotografia) domina la scena milanese degli anni cinquanta-sessanta; sono gli anni del boom economico in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che diventa consulente aziendale e che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra. Munari partecipa giovanissimo al movimento futurista, dal quale si distacca con senso di levità ed umorismo, inventando la macchina aerea (1930), primo mobile nella storia dell'arte, e le macchine inutili (1933). Verso la fine degli anni ‘40 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta) che funge da coalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alla pittura tradizionale nuovi strumenti di comunicazione ed in grado di dimostrare agli industriali la possibilità di una convergenza tra arte e tecnica. Nel 1947 realizza Concavo-convesso, una delle prime installazioni nella storia dell'arte, quasi coeva, benché precedente, all'ambiente nero che Lucio Fontana presenta nel 1949 alla Galleria Naviglio di Milano. E' il segno evidente che la problematica di un'arte che si fa ambiente e in cui il fruitore è sollecitato, non solo mentalmente, ma in modo ormai multi-sensoriale, è ormai matura. Nel 1950 realizza la pittura proiettata attraverso composizioni astratte racchiuse tra i vetrini delle diapositive e scompone la luce grazie all'uso del filtro Polaroid realizzando nel 1952 la pittura polarizzata, che presenta al MoMA nel 1954 con la mostra Munari's Slides. È considerato uno dei principali protagonisti dell’arte programmata e cinetica, ma sfugge per la molteplicità delle sue attività e per la sua grande ed intensa creatività ad ogni definizione, ad ogni catalogazione.
ATTENZIONE ATTENZIONE
E' vietato l'ingresso ai non addetti al lavoro
E' vietato il lavoro ai non addetti all'ingresso
E' ingrassato l'addetto ai non vietati al lavoro
E' levato il gessetto ai non addetti all'ingrosso
E' ingrossato il divieto ai non lavati di fosso
E' addetto all'ingresso il non vietato al lavoro
E' avvallato il lavoro all'ingresso del foro
E' levato di dosso il divieto del tetto
E' addossato il divieto ai non venati di rosso
E' arrossato il viadotto ai derivati del cloro
E' venduto il cruscotto con paletti di gesso
E' ingessato il bompresso ai maledetti del fosso
E' mozzato il permesso ai garretti del toro
E' maledetto il congresso dei cavalli del moro
E' forato il moretto nei contratti del coro
E' contrito il foretto ai lavori del messo
E' cessato il forzetto al divieto dell'oro
E' venduto il merluzzo non senza decoro
E' dettato il permesso ai verdetti del foro
E' vietato l'ingresso agli addetti al lavoro
(Le macchine, Bruno Munari, Corraini)
Leggete tutto quello che vi capita a tiro, di questo grande artista. C'è poco da dire. Forse solo un incoraggiamento: sacrificatela anche voi, una forchetta del vostro servizio di posate, così, giusto per provare.

LA VITA
Bruno Munari (Milano, 24 ottobre 1907 – Milano, 30 settembre 1998) è stato un artista e designer italiano.
È stato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, design industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco. Bruno Munari è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano. Assieme allo spaziale Lucio Fontana, Bruno Munari il perfettissimo (fotografia) domina la scena milanese degli anni cinquanta-sessanta; sono gli anni del boom economico in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che diventa consulente aziendale e che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra. Munari partecipa giovanissimo al movimento futurista, dal quale si distacca con senso di levità ed umorismo, inventando la macchina aerea (1930), primo mobile nella storia dell'arte, e le macchine inutili (1933). Verso la fine degli anni ‘40 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta) che funge da coalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alla pittura tradizionale nuovi strumenti di comunicazione ed in grado di dimostrare agli industriali la possibilità di una convergenza tra arte e tecnica. Nel 1947 realizza Concavo-convesso, una delle prime installazioni nella storia dell'arte, quasi coeva, benché precedente, all'ambiente nero che Lucio Fontana presenta nel 1949 alla Galleria Naviglio di Milano. E' il segno evidente che la problematica di un'arte che si fa ambiente e in cui il fruitore è sollecitato, non solo mentalmente, ma in modo ormai multi-sensoriale, è ormai matura. Nel 1950 realizza la pittura proiettata attraverso composizioni astratte racchiuse tra i vetrini delle diapositive e scompone la luce grazie all'uso del filtro Polaroid realizzando nel 1952 la pittura polarizzata, che presenta al MoMA nel 1954 con la mostra Munari's Slides. È considerato uno dei principali protagonisti dell’arte programmata e cinetica, ma sfugge per la molteplicità delle sue attività e per la sua grande ed intensa creatività ad ogni definizione, ad ogni catalogazione.
ATTENZIONE ATTENZIONE
E' vietato l'ingresso ai non addetti al lavoro
E' vietato il lavoro ai non addetti all'ingresso
E' ingrassato l'addetto ai non vietati al lavoro
E' levato il gessetto ai non addetti all'ingrosso
E' ingrossato il divieto ai non lavati di fosso
E' addetto all'ingresso il non vietato al lavoro
E' avvallato il lavoro all'ingresso del foro
E' levato di dosso il divieto del tetto
E' addossato il divieto ai non venati di rosso
E' arrossato il viadotto ai derivati del cloro
E' venduto il cruscotto con paletti di gesso
E' ingessato il bompresso ai maledetti del fosso
E' mozzato il permesso ai garretti del toro
E' maledetto il congresso dei cavalli del moro
E' forato il moretto nei contratti del coro
E' contrito il foretto ai lavori del messo
E' cessato il forzetto al divieto dell'oro
E' venduto il merluzzo non senza decoro
E' dettato il permesso ai verdetti del foro
E' vietato l'ingresso agli addetti al lavoro
(Le macchine, Bruno Munari, Corraini)
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BRIAN SELZNICK, LA STRAORDINARIA INVENZIONE DI HUGO CABRET
VI SCRIVO LA MIA
Da molto tempo un libro, in quanto oggetto artistico, non mi lasciava così tanto piacevolmente sorpresa. La narrazione scritta è sostituita, in buona parte del corpo, da quella delle tavole, sapientemente disegnate dallo stesso autore. Se avete voglia di fare un bel regalo a qualcuno che lo merita, qualsiasi età abbia, domandate di questo libro. Secondo me uscirete dalla libreria con due copie, perchè in quel momento penserete che, in fondo, un bel regalo, ve lo meritate anche voi.
IL CONTENUTO
Con La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, edito da Mondadori, Selznik è uscito con un capolavoro di una complesstà incredibile, dove i disegni, in sé bellissimi, non sono che parte di un’opera elaborata, che è insieme romanzo, libro illustrato, omaggio al cinema, e persino riproduzione del cinema, con le illustrazioni pensate quasi come fossero dei fermi immagine. Oltre alla bellezza dei suoi disegni e al modo in cui sono stati pensati (perché diano il senso di riprese cinematografiche), La straordinaria invenzione di Hugo Cabret colpisce perché alla lettura si rivela un libro dalla trama avvincente, una che ricorda un po’ i feuilletons, i romanzi popolari ottocenteschi, con i suoi bambini orfani, le identità nascoste o perdute, le sparizioni improvvise, i misteri e le agnizioni. C’è dietro una indubbia conoscenza e competenza letteraria, insomma.” (da un’intervista di Giorgia Grilli all’autore, di prossima pubblicazione su LiBeR). I diritti del libro sono stati acquistati da Warner Bros e Martin Scorsese potrebbe farne un film.
(La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Brian Selznick, Mondadori 2007, € 18.00, ISBN: 9788804568674)
Da molto tempo un libro, in quanto oggetto artistico, non mi lasciava così tanto piacevolmente sorpresa. La narrazione scritta è sostituita, in buona parte del corpo, da quella delle tavole, sapientemente disegnate dallo stesso autore. Se avete voglia di fare un bel regalo a qualcuno che lo merita, qualsiasi età abbia, domandate di questo libro. Secondo me uscirete dalla libreria con due copie, perchè in quel momento penserete che, in fondo, un bel regalo, ve lo meritate anche voi.
IL CONTENUTO
Con La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, edito da Mondadori, Selznik è uscito con un capolavoro di una complesstà incredibile, dove i disegni, in sé bellissimi, non sono che parte di un’opera elaborata, che è insieme romanzo, libro illustrato, omaggio al cinema, e persino riproduzione del cinema, con le illustrazioni pensate quasi come fossero dei fermi immagine. Oltre alla bellezza dei suoi disegni e al modo in cui sono stati pensati (perché diano il senso di riprese cinematografiche), La straordinaria invenzione di Hugo Cabret colpisce perché alla lettura si rivela un libro dalla trama avvincente, una che ricorda un po’ i feuilletons, i romanzi popolari ottocenteschi, con i suoi bambini orfani, le identità nascoste o perdute, le sparizioni improvvise, i misteri e le agnizioni. C’è dietro una indubbia conoscenza e competenza letteraria, insomma.” (da un’intervista di Giorgia Grilli all’autore, di prossima pubblicazione su LiBeR). I diritti del libro sono stati acquistati da Warner Bros e Martin Scorsese potrebbe farne un film.
(La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Brian Selznick, Mondadori 2007, € 18.00, ISBN: 9788804568674)
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